Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > trio > Racconti dai lettori 02 - Il privè 2
trio

Racconti dai lettori 02 - Il privè 2


di the_extension
11.03.2026    |    837    |    3 8.5
"Laura ha allungato la mano verso l’altro singolo, gli ha slacciato i pantaloni, ha tirato fuori il cazzo già duro e ha iniziato a segarlo con movimenti lenti e stretti, il pollice che girava..."
Questo racconto è tratto da un esperienza di uno degli iscritti ad Annunci. I nomi sono inventati. Se qualcun'altro è interessato a raccontare qualche sua esperienza, non esiti a contattarmi.
Qualche settimana dopo quella prima serata memorabile con Gianni, siamo tornati al Privé. Era un sabato di novembre, freddo fuori ma afoso dentro come sempre. Laura aveva scelto lo stesso outfit che l’aveva fatta impazzire la volta precedente: vestito nero aderente, scollato davanti e aperto sulla schiena fino al limite del culo, lunghezza appena sopra il ginocchio. Sotto solo autoreggenti nere con bordo in pizzo spesso, tacchi a spillo 10, e niente perizoma né slip. Si era guardata allo specchio prima di uscire, aveva alzato l’orlo del vestito fino alla vita e mi aveva detto con un sorrisetto:
"Stasera voglio sentire mani sconosciute ovunque. E voglio che tu veda tutto da vicino."
Io avevo annuito, già con il cazzo mezzo duro solo a sentirla parlare così. Siamo arrivati verso le 23:45, il parcheggio mezzo pieno, l’aria che puzzava di legna umida e salsedine dal mare vicino.
Dentro il locale l’atmosfera era più carica del solito: musica deep house con bassi che vibravano nel petto, luci rosse e viola che pulsavano, una cinquantina di persone sparse tra pista, divanetti e corridoio degli stanzini. Ci siamo presi due gin tonic al bancone, poi ci siamo spostati verso il fondo, dove c’è la fila di cabine private con tende pesanti e materassi in vinile nero.
Abbiamo trovato uno stanzino con la tenda semiaperta. Dentro una coppia sulla quarantina scopava a pecorina: lui dietro di lei, lento e profondo, lei che gemeva piano con la faccia premuta sul materasso. Laura si è fermata sulla soglia, ha appoggiato una spalla allo stipite e ha iniziato a guardare fissamente, le gambe leggermente aperte. Io mi sono messo dietro di lei, le ho circondato la vita con un braccio e ho premuto il cazzo duro contro il suo culo attraverso il vestito.
"Ti piace guardarli?" le ho sussurrato all’orecchio.
"Sì... mi fa bagnare solo a vederli."
Non abbiamo dovuto aspettare molto. Un ragazzo di colore, sui 35 anni, alto quasi 1,90, fisico atletico ma non esagerato, camicia bianca aperta sul petto scolpito, pantaloni scuri eleganti, si è avvicinato da dietro. Non ha chiesto permesso con le parole. Ha semplicemente posato una mano grande e calda sul culo di Laura, sopra il vestito, e ha iniziato a stringere piano. Lei non si è mossa, ha solo inclinato leggermente il bacino all’indietro, invitandolo.
La mano è scesa sotto l’orlo del vestito. Ha trovato la pelle nuda, ha accarezzato le natiche, poi ha infilato le dita tra le cosce da dietro. Laura ha sospirato forte quando ha sentito le dita entrare: prima una, poi due, poi tre. Lui le muoveva lente ma decise, il palmo che sfregava contro il clitoride ogni volta che spingeva dentro. Laura ha appoggiato la fronte allo stipite della tenda, le gambe che tremavano già un po’.
Io ero lì a un passo, mi segavo sopra i pantaloni guardando le dita nere sparire e riapparire nella figa di mia moglie, lucide dei suoi umori.
Laura si è girata di scatto, ha preso la mia mano sinistra con la destra, e con la sinistra ha afferrato il polso del ragazzo. Senza dire una parola ce li ha portati entrambi lungo il corridoio, fino allo stanzino accanto - più grande, con un materasso matrimoniale, uno specchio a figura intera e un pouf basso.
Ha chiuso la tenda con un gesto secco.
Si è girata verso di noi due. Ha alzato il vestito fino sotto le ascelle in un unico movimento, restando nuda dalla vita in giù tranne le autoreggenti e i tacchi. Seni fuori, capezzoli già duri e rossi.
Ha guardato il ragazzo di colore.
"Scopami. Con il preservativo. Voglio sentirti tutto dentro."
Lui ha annuito, ha tirato fuori un preservativo dalla tasca, se l’è infilato veloce sul cazzo già duro e grosso - lungo, spesso, venoso, la cappella scura che spingeva contro il lattice. Laura si è sdraiata sul materasso a pancia in su, ha aperto le gambe al massimo, ha preso il cazzo con una mano e se l’è guidato dentro. È entrato piano all’inizio, lei ha gemuto forte quando l’ha sentito riempirla completamente.
"Sì... cazzo... così..."
Lui ha iniziato a pompare, ritmico, profondo. Ogni spinta faceva sobbalzare i seni di Laura. Lei si è girata verso di me.
"Marco... vieni qui... toccami..."
Mi sono inginocchiato accanto al materasso, le ho accarezzato i seni, pizzicato i capezzoli, poi sono sceso con la mano sul clitoride mentre lui la scopava. Laura ha iniziato a tremare quasi subito.
"Sto venendo... sto venendo..."
Ha squirato: un getto forte, caldo, che ha bagnato l’addome del ragazzo, il materasso, le mie dita. Lui non ha rallentato, ha continuato a spingere mentre lei schizzava ancora, urlando.
Nel frattempo un altro singolo - un uomo bianco sui 50 anni, capelli grigi corti, fisico asciutto, camicia azzurra - aveva seguito la scena dal corridoio ed era entrato nello stanzino senza chiedere. Laura lo ha visto, ha sorriso maliziosa e gli ha fatto cenno di avvicinarsi.
"Vieni... toccami ovunque..."
L’uomo si è messo dall’altro lato del materasso. Ha iniziato a palparle i seni, a pizzicare i capezzoli, poi è sceso con una mano tra le sue gambe, sfregando il clitoride mentre il ragazzo di colore continuava a scoparla. Laura era in estasi: due mani estranee sui seni, dita sul clito, un cazzo grosso che la riempiva.
Dopo una decina di minuti il ragazzo ha accelerato.
"Sto per venire..."
Laura ha ansimato: "Dentro... sborra dentro col preservativo... riempilo..."
Lui ha spinto forte un’ultima volta, ha grugnito, si è irrigidito. Ha riempito il preservativo dentro di lei, pulsando a lungo. Quando si è sfilato, il lattice era gonfio di seme bianco, colava un po’ lungo l’asta.
Laura non ha perso tempo. Ha guardato me.
"Ora tu, Marco. Scopami mentre gli faccio una sega a lui."
Mi sono tolto i pantaloni, mi sono messo tra le sue gambe. La figa era aperta, gonfia, lucida, ancora contratta dagli orgasmi. Sono entrato con un colpo solo, sentendo il calore bollente che mi avvolgeva. Ho iniziato a scoparla forte, tenendola per i fianchi.
Laura ha allungato la mano verso l’altro singolo, gli ha slacciato i pantaloni, ha tirato fuori il cazzo già duro e ha iniziato a segarlo con movimenti lenti e stretti, il pollice che girava sulla cappella.
Il ragazzo di colore si era seduto sul pouf, guardava, si segava piano il cazzo ancora coperto dal preservativo pieno.
Laura squirta di nuovo quasi subito: un getto che mi bagna la pancia, le cosce, il materasso. Urla, trema, continua a segare l’altro uomo.
"Venite... tutti e due... fuori... sul mio corpo..."
Io ho accelerato, sentendo l’orgasmo arrivare.
"Sto venendo..."
Mi sono sfilato all’ultimo, mi sono segato forte e ho sborrato sul suo ventre e sui seni: schizzi caldi, densi, che colano lungo i capezzoli e la pancia.
Quasi nello stesso momento l’altro singolo ha gemuto, Laura ha stretto la presa, e lui è venuto: getti potenti sul suo collo, sul mento, qualche schizzo anche sui capelli.
Laura è rimasta lì, sdraiata, coperta di seme nostro, il corpo che ancora sussultava per gli ultimi spasmi, la figa che colava umori chiari, il preservativo del ragazzo di colore buttato in un angolo con il suo carico dentro.
Ha guardato me, sorridendo con la bocca sporca.
"Ti è piaciuto vedermi prendere un cazzo nero fino in fondo... e poi farmi riempire di sborra da voi due?"
"Da morire. Sei la mia troia perfetta."
Ha riso piano, si è passata una mano sul ventre raccogliendo un po’ di seme, se l’è portata alla bocca e l’ha leccato lentamente.
"Portami a casa, Marco. Voglio dormire così... coperta di voi."
Ci siamo rivestiti in fretta - il vestito di Laura macchiato davanti e dietro, le autoreggenti bagnate agli orli, i tacchi che scricchiolavano sul pavimento appiccicoso. Siamo usciti dallo stanzino sotto gli sguardi di chi aveva assistito dal corridoio. Qualcuno ha mormorato "brava" mentre passavamo.
In macchina Laura si è sdraiata sul sedile, ha tenuto il vestito alzato, si è toccata piano la figa ancora sensibile.
"Senti quanto sono gonfia... squir tare così tante volte mi fa male in modo bellissimo."
Le ho accarezzato una coscia mentre guidavo.
A casa ci siamo fatti una doccia lunga, ci siamo lavati a vicenda, ma non abbiamo scopato di nuovo - eravamo esausti e soddisfatti. A letto nudi, abbracciati, ci siamo addormentati, con l’odore di sesso ancora addosso, sapendo che il Privé ci avrebbe aspettati di nuovo presto.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.5
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Racconti dai lettori 02 - Il privè 2:

Altri Racconti Erotici in trio:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni